http://www.gentemotori.it/Test-Prove...-GT86-ACTION-2
LA NOVITA'
E' curioso come in questa fase storica tocchi agli orientali il compito di riprendere il filo della passione automobilistica. Stavolta è il turno della
Toyota, che con il lancio della sportiva
GT 86 rientra in un settore dal quale manca da troppo tempo (vi ricordate di Carlos Sainz e della Celica?) e mette sul mercato un'auto che si ricollega al più puro concetto del feeling di guida.
I dati:
coupé compatta 2+2 (4240 mm), baricentro il più basso possibile (460 mm, contro, per esempio, i 495 di una Nissan GT-R), elevata agilità, garantita dal peso di soli
1180 kg, e potenza sufficiente a divertirsi davvero:
200 CV erogati in alto, a 7000 giri. Il ****tail è quasi completo; aggiungete un motore
boxer a 4 cilindri con il dna Subaru (Toyota è azionista di maggioranza relativa della Casa), una d
istribuzione del peso 53-47% tra avantreno e retrotreno e sospensioni a doppio braccio anteriori e posteriori. Ah dimenticavamo: la
trazione rigorosamente posteriore. Bene, ci siamo.
Facile capire perché, mentre ci avviciniamo all'auto nel paddock del circuito madrileno di Jarama, abbiamo accumulato un bel po' di aspettative. Diamo un'occhio alla vettura che, tanto per cominciare, è davvero completamente nuova, una rarità al giorno d'oggi. L'impressione è di un'auto più piccola di quanto realmente sia, un'
insieme di linee curve e modulate che fa un po' anni '60, d'acchito.
Bassa (1285 mm), con il posto guida proprio al centro e le
ruote da 17 pollici con pneumatici 215/45, stazzati ma non troppo esclusivi da asciugare il portafoglio dal gommista; bene anche questo.
Molto bello, infine, il piccolo logo sulla fiancata con i cilindri contrapposti e la sigla dell'auto al centro.
I volumi sono equilibrati, l'andamento del padiglione accattivante e la
parte posteriore davvero molto riuscita, con un bel tre quarti stile Aston e una coda da Z4 coupé prima maniera, complimenti. Meno riuscita invece la parte frontale, un po' troppo complessa e ammiccante; comunque la "scena" è assicurata. Sopra tutto rimane l'abitudine dei nipponici a essere un po' ridondanti, ma
la GT 86 ha una sua precisa personalità e spicca, ricordando da lontano la Datsun 240 Z.
Dentro un posto guida ben realizzato, con un
sedile molto contenitivo ma semplice da regolare; posizione di guida sempre OK, contagiri lì davanti, su fondo bianco. Così come sono OK il volante a tre razze di giusto diametro, la pedaliera e la leva del
cambio (manuale) a 6 marce. C'è anche un automatico a 6 marce, ma abbiamo verificato come la sua rapportatura sia meno adatta alla vettura rispetto al manuale. Avviamento a bottone, pedaliera in alluminio, tutto sott'occhio e a portata di mano, compreso lo schermo del navigatore al centro. Basta esami statici, si va.
SU STRADA
Un plauso alla Toyota che ha avuto il "fegato" di presentare la sua fiammante "sportiva del ritorno" in circuito. La pista non perdona, si sa; difficilissimo barare o nascondere le magagne. Ottimo. Accesso facile, siamo comodi sul sedile. Breve pressione sul bottone a destra sulla consolle, il motore si avvia con un
borbottio Subaru e gira pulito. L'auto è già in temperatura e dato che non abbiamo moltissimo tempo, per non sprecarne nemmeno un pezzetto partiamo disinserendo parzialmente il controllo di trazione (altro tasto sulla console centrale).
Il cambio è molto bello, con inserimenti precisi e corse cortissime, la pedaliera praticamente perfetta, i punta/tacco vengono assolutamente naturali e fluidi. Già alla prima staccata in fondo al rettilineo apprezziamo l'impostazione naturale e istintiva della GT 86. Gli inserimenti sono precisi,
il muso segue docilmente i comandi dello sterzo ma, soprattutto, quelli del gas. Questa Toyota
si guida infatti con l'acceleratore e pennella le curva da subito, con moderati interventi del controllo di stabilità, che ti lascia scodare un po' prima di intervenire, anche se lo fa un po' rigidamente (stiamo guidando una vettura test di prima evoluzione).
Dal secondo giro, via tutto. Il rombo all'interno è entusiasmante, da vera auto da corsa e le
salite di giri rapide e decise fin dai regimi medio/bassi, pur con la coppia massima di
205 Nm a ben 6.600 giri, quindi piuttosto in alto. In effetti il connubio erogazione-rapportatura del cambio consente riprese più che rapide, con la tendenza del motore a spingere con decisione fino all'accensione della luce nel quadro che preannuncia il
taglio dell'iniezione oltre i 7500 giri. Inutile dunque tirare oltre i 7000, regime di potenza massima, ma se proprio ti servono quesi 500 giri in più per arrivare alla curva il motore obbedisce docile ma deciso.
Anche senza controllo di trazione le perdite di aderenza sono estremamente controllabili, come abbiamo verificato quando una pioggerella ha trasformato la pista in sapone, soltanto in qualche caso il trasferimento di carico è poco gestibile, ma abbiamo anche notato come sulla vettura di seconda evoluzione provata subito dopo le scivolate fossero più progressive.
Unico neo i freni, che con le pastiglie di serie sono stati messi seriamente in crisi nelle violente staccate a fine rettilineo, innescando qualche oscillazione. Ma sarebbe bastato montare pastiglie da competizione per riequilibrare la situazione, dato che la stabilità è ottima.
In defintiva la GT 86 è un'auto entusiasmante, che dà esattamente ciò che promette:
una sensazione di guida sportiva ormai dimenticata, quella in cui hai realmente la vettura in mano e l'elettronica è fuori gioco. Dopo un'oretta è tempo di scendere e siamo convinti di due cose: che questa sarà una grande auto sportiva e che la decisione Toyota di non adottare il turbo per garantire la progressività di erogazione sarà da rivedere in un prossimo futuro.
La scocca della GT 86 regge infatti una potenza superiore a 200 CV e sulle curve in salite di Jarama avremmo voluto qualche cavallo in più; ma non è detto che debba essere ottenuto con un turbo, su questo conveniamo.
MERCATO
Ufficialmente la Toyota ha dichiarato di voler posizionare la GT 86 sul mercato tedesco a un
prezzo attorno ai 30.000 euro. Non pochi ma nemmeno troppi per una sportiva di razza, che comunque si accompagnano a una dotazione completa e a caratteristiche decisamente elitarie del veicolo, a partire dalle sospensioni per giungere alla trazione posteriore. In Italia il prezzo dovrebbe essere suppergiù lo stesso, mentre
il target è di appassionati dello sport e di puristi della guida, che "odiano" l'elettronica sempre più presente. Concorrenti? Ce ne sono, ma tutte con qualcosa di diverso. VW Scirocco, per esempio, Opel Astra GTC, MINI Cooper S, tutte a trazione anteriore. Oppure la Hyundai Genesis Turbo, forse l'unica con le cose a posto. Ma l'impostazione della GT 86 è globalmente unica, credeteci.
CHIUDI L'ARTICOLO
IL NOSTRO GIUDIZIO
Un'ottima sportiva, sincera, progressiva, leggera e maneggevole, con la quale levarsi molte soddifazioni anche senza tirare all'impazzata in pista. Probabilmente la capostipite di una nuova generazione